Il nome di questo spazio si ispira all’omonimo romanzo di Emmanuel Carrère, edito in Italia da Adelphi nel 2000. Oltre ad essere un’opera straordinaria, il romanzo incarna perfettamente le ragioni che ci spingono quasi spasmodicamente a seguire il true crime: l’avversario siamo tutti noi. Quando ascoltiamo o leggiamo le storie di cronaca nera, il nostro primo pensiero è quello di somigliare tanto a quelle vittime innocenti, è domandarci se non avremmo potuto essere noi. Allo stesso tempo – anche se ammetterlo è più dura – spesso ci rendiamo conto di quanto anche quel carnefice ci somigli, appaia per bene, distinto, spesso ricopra ruoli sociali simili ai nostri. L’avversario è un contrapposto: è qualcuno che ci spaventa perché ci appare distante, ma al contempo è quella parte di noi che ci terrorizza l’idea di comprendere. 

Se l’idea di indagare il male non vi spaventa, vi trovate nel posto giusto: qui speriamo di aiutarvi a diventare consapevoli non solo di ciò che ci fa paura, ma anche di mostrare la verità dietro quelle che, troppo spesso, diventano solo racconti da prima pagina.


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